Pubblicato da: piratidellafenice | 31 maggio 2012

Da Lucca a Siena : pronti per la partenza

(Dai diari di viaggio della Via Francigena)

I vostri occhi non sono stati ingannati, avete letto bene : sto parlando della stessa Via Francigena che fa parte delle sette mete che compongono il mio grande sogno!
Certo, la rotta completa, tutti i suoi 2100 km che tagliano l’Europa più ignota e tradizionale, quella più autentica e verace insomma, sono ancora lontani come obiettivo, ma tutto il bello dell’avventura sta nel fatto di andare avanti passo dopo passo; e già ora i km percorsi cominciano ad essere maggiori rispetto a prima.
Molti degli amici conosciuti in viaggio sostengono che non conta tanto la meta quanto il durante, tutte le cose che impari durante il viaggio verso di essa, conviene cosi anche la “Itaca” di K. Kavafis che mi è tanto cara, ed ovviamente sono d’accordo anch’io, questa stessa cosa l’ho appresa lungo la strada.
Quando ho cominciato la mia vita da viaggiatore, sapevo che qualunque cosa avrei vissuto nel tempo che seguiva sarebbe stata qualcosa di ignoto, emozionante, bello e coinvolgente. Ma non credevo che invece si sarebbe rivelata qualcosa di unico!
Chi poteva immaginare che il mondo fosse cosi bello, che su di esso esistono persone fantastiche che sto conoscendo sempre di più, che hanno sempre qualcosa da donarti gratuitamente dalla quale migliori ogni giorno della tua vita, che è cosi pieno di luoghi in cui è inevitabile lasciare un pezzo di cuore per via della loro bellezza, che nonostante le difficoltà che si susseguono nei vari periodi, nelle varie epoche, impari a portare sul tuo volto sempre un sorriso autentico e una speranza che nessuno riuscirà mai a distruggere.
Tutto questo è fantastico.
Dopo la prima volta in cui ho messo piede sulla Via Francigena percorrendo, in compagnia dei miei amici Cristina Menghini, Agostino Anfossi e Lorena, il tratto da Roma a Capranica di Viterbo nel mese di Aprile del 2011, adesso sono pronto per tornare ancora su quella rotta, dal 10 al 17 Giugno 2012, questa volta affrontando la strada da Lucca a Siena.
L’equipaggio è composto da me ed altri 4 amici : Cristina Menghini, Jessica Tonelli, Carla de Bernardi e Leonardo Gedalje, ci ritroveremo a Lucca il 9 ed il 10 partiremo, attraversando sentieri, contrade e borghi toscani, boschi e nascondigli briganteschi; ho intenzione di godermi queste tappe di marcia al pieno con tutta la bellezza di quei luoghi in cui accorrono da tutto il mondo per visitarli, in particolare Monteriggioni, borgo nella provincia di Siena, nel quale i giorni 15, 16 e 17 si terrà il Festival della Viandanza. Potete chiamarlo come volete, festa del viaggio, del cammino, grande raduno di viaggiatori a piedi, in bicicletta e quant’altro, sta di fatto che sarà un’occasione unica per conoscere persone interessanti con alle spalle molta esperienza, oltre ai miei amici che sarò molto felice di incontrare.
Ma non finisce qui, infatti per tutta la durata del nostro viaggio saremo affiancati dalla troupe e da una conduttrice televisiva del canale Rai 5, molto conosciuto nell’ambito del viaggio e dell’avventura, il cui compito sarà quello di inquadrare vari momenti, le nostre emozioni suscitate lungo il percorso; per me si tratterà innanzitutto di una nuova esperienza che potrò dire di avere nel mio bagaglio di vita, una buona occasione per condividere con più persone possibili quella che semplicemente è la mia più grande passione e sicuramente ci sarà una buona dose di divertimento, quello non deve mai mancare, con me no di certo.
E cosi, con tutta la carica e l’energia che sento dentro di me, sono pronto per affrontare questa nuova avventura che per me vale tanto, perchè sto per scrivere un’altra pagina della mia vita.
Sempre avanti, di prua a vele spiegate!

Stefano Sicurani (Giovedi 31 Maggio 2012)

Io nelle zone della Tuscia, sulla Via Francigena in prossimità del borgo di Sutri

Pubblicato da: piratidellafenice | 27 maggio 2012

Bisogna stare attenti

Bisogna stare attenti
a non confondere
il diventare adulti
con lo smettere di credere nei sogni.

Stefano Sicurani (27 Maggio 2012)

Pubblicato da: piratidellafenice | 25 maggio 2012

Stella fiammante

Progressivamente, lievemente,
i ventagli del Libeccio
invitano con cortesia,
decisione ed eleganza,
l’anomalo Maestrale di Maggio
a tornare per il consueto
incontro autunnale.

Mio Sole, quanto sei bello!

Visibile o nascosto
sei comunque quotidiano,
ma come mai
non mi stanco di amarti
e mi fai dono del fuoco
che mi da la forza?
Cosa dire davanti a tanta
magnificenza e luce?

Tutto in me è una stella danzante,
esultano il cuore e l’anima,
il corpo armoniosamente si muove,
posso urlare, aprire le braccia,
dare libero sfogo
all’esplosione di tutto me stesso!

E mi sento cosi,
dove dovrei essere,
nel tempo adatto,
tutto lo stupendo fiume della vita
scorre inarrestabile,
nonostante i tempi,
nonostante ogni ostacolo.

Sono insieme a te,
Sole,
guardiamo l’orizzonte,
un amichevole raggio mi dice:
“Vedrai, tutto andrà bene!”.
Fiero mi staglio
davanti al mondo intero,
con l’aria spirante
che mi agita i vestiti,
felice e con gli occhi ardenti,
desiderosi, più vivi che mai;
con quel pizzico di spavalderia,
che non è superba
ma accresce la stima,
una sola certezza:

io ce la farò!

Come Morgan da Chagre a Panama,
io da qui verso il mondo.

Stefano Sicurani (24 Maggio 2012)

Pubblicato da: piratidellafenice | 19 maggio 2012

Ya estas en pie, caminante

Una delle cose che ho imparato durante quest’anno è lasciar parlare l’Altro.
Ed ecco, tramite una compagna di viaggio, che bellissimi versi mi ha portato!

Ya estás en pie, caminante,
dispuesto para marchar,
pero es menester que sepas,
caminante, adónde vas.
Ya estás en pie, caminante,
dispuesto para buscar,
pero es menester que sepas,
lo que sales a buscar.
Recuerda a aquel caminante
que un día también salió,
pero siguiendo una sombra,
el camino equivocó.
Y cuando volvió la cara
la sombra se disipó;
descubrió que estaba solo
pues sólo encontró a su yo.
No creas que es suficiente
tomar al alba el bordón,
ni basta la cantimplora,
el pan o la invocación.
Importa caminar juntos
unidos en el amor,
rompiendo cualquier espejo
que cierre tu corazón.

TRADUZIONE IN ITALIANO:

Già sei in piedi, camminante,
pronto ad andare,
ma bisogna sapere,
camminante, dove si va.
Già in piedi, camminante,
disposto a cercare,
ma abbiamo bisogno di sapere,
cosa bisogna cercare.
Ricordati di quel camminante
che a sua volta uscì un giorno,
però seguendo un’ombra,
il sentiero sbagliò.
E quando si voltò,
l’ombra si dissipò;
scoprì che era solo
poi da solo si incontrò.
Non credere che basti
prendere all’alba il tuo bordone,
né basta la borraccia,
il pane o la preghiera.
Ciò che importa è camminare insieme
uniti nell’amore,
rompendo tutti gli specchi
che chiudono il tuo cuore.

Antonio Machado

Pubblicato da: piratidellafenice | 10 maggio 2012

Un nuovo insegnamento d’oro

“Non aspettare: non sarà mai il tempo opportuno.
Inizia ovunque ti trovi,
con qualsiasi mezzo tu puoi avere a tua disposizione;
mezzi migliori li troverai lungo il cammino.”

(Napoleon Hill)

Pubblicato da: piratidellafenice | 8 maggio 2012

Cavallo di battaglia

Chi ha inutilmente tentato di catturarmi
e inglobarmi nei suoi limitati spazi,
non ha mai capito con chi ha avuto a che fare,

e che sarebbe stato come farsi nemico
il vento,
le maree,
le esplosioni dei vulcani,
i rapaci in picchiata
e gli attacchi di branchi di lupi nelle foreste.

Stefano Sicurani (8 Maggio 2012)

Pubblicato da: piratidellafenice | 8 maggio 2012

La mia unica inaugurazione

Riapertura di luoghi,
elezioni,
inaugurazioni di successo,
ma perchè più che aria nuova
mi pare un forzato ancoraggio
al passato?
Stesse note, stessi motivi,
tutto morbosamente ripetuto,
come un vecchio violino
scricchiolante tra le ragnatele.

Ma non vi sto giudicando,
non mi macchio di qualcosa
che fu usata contro di me,
non tirate in ballo
pretesti moralisti :
è il mio tamburo
che già prima di molti eventi
suonava ritmi diversi.
Sarà che ci sono nato.

Lo so, non capite,
ma non badate alle mie parole.

Festeggiate, inaugurate.
Ma la mia unica inaugurazione
è stata la mia nuova vita,
quando ho issato
la bandiera pirata.
Non pretendete che torni indietro,
vedete solo le vostre strade
quando io già mi muovo
sul passo del brigante.
Non chiedetemi di restare,
tantomeno di cantare,
non vedete
che ormai me ne sono andato?

Lo so, non capite ancora,
ma non ve l’ho chiesto.

Non sapete che vuol dire
perdere il proprio nome
e ritrovarlo
diventando figli del mondo.

La vostra piccola reclusa logica
non capirà mai lo spirito gitano
che mi ha adottato.
Ma festeggiate pure,
vi auguro il meglio,
io ormai sono un felice straniero.

Lo so, non capite ancora,
ma fatevene una ragione.

E il mio sorriso
non è mai stato in vendita,
perchè non ha prezzo,
è un diritto di tutti.

Stefano Sicurani (8 Maggio 2012)

Pubblicato da: piratidellafenice | 29 aprile 2012

Dov’è la libertà

Il profumo fragrante della paglia,
dei prati in primavera,
letti verdi di sassosi fiumi bianchi
dove navigano i piedi.
Il frangersi dell’acqua
sugli scogli a mare calmo,
assorto nel silenzio d’una spiaggia
sotto il manto di brezza costiera.
L’odore forte delle querce
che inebria il tuo cammino,
le tammorre della foresta
che suonano per chi sa ascoltare.
Il cinguettìo del passerotto
che vola vicino e mi saluta,
mentre sulla strada
spensierato canto di lui.

Non in acclamazioni di massa,
neanche in grandi imprese,
ma è in queste impercettibili cose
che trovo la libertà.

Stefano Sicurani (29 Aprile 2012)

Pubblicato da: piratidellafenice | 25 aprile 2012

Vivi la tua intera vita come un cammino, non fermarti mai

Agli incontri con persone interessanti che hanno veramente molto da comunicare e da insegnare a te, giovane e inesperto per tante cose, ormai sono abituato quando viaggio ; non ero ancora abituato invece a conoscerne una durante una tranquilla uscita cittadina.
E’ successo ieri sera, mi trovavo a bighellonare in giro in compagnia di Stefano, mio omonimo e fidato compare, facciamo spesso queste uscite perché ci piace girare ridendo e scherzando (talvolta facendo anche scherzi come quando avevo gettato a terra una banconota finta da 100 euro e tutte le persone si fermavano di botto stupite, quante risate!) lungo le vie di L’Aquila, dei borghi sparsi qua e la o di altre città dell’Abruzzo, facendo il giro di taverne e cantine, brindando con le persone che conosciamo e ascoltando concerti.
Ci trovavamo in una di queste cantine quando abbiamo fatto la conoscenza di Emilio, che si è avvicinato al nostro tavolo avendo sentito che l’argomento era il viaggio a piedi; si è mostrato da subito interessato perché ci ha raccontato che in tutta la sua vita ha viaggiato in moltissimi posti nel mondo in qualità di scalatore, muovendosi quindi non per distanze, come faccio io, ma per alture, siamo in un certo senso parenti perché io conquisto mete, lui conquista vette.
E poi anche all’interno dell’escursionismo di alto livello sono presenti i princìpi dell’unione, della fratellanza, costanza nell’impegno e determinazione, ci siamo quindi intesi abbastanza bene.
In realtà ho notato qualcosa in lui ancora prima che ci stringesse la mano, l’ho intuito ascoltando i discorsi che stava facendo con gli altri suoi amici; ho imparato abbastanza a riconoscere quando ho davanti una persona superficiale e quando invece ho a che fare con persone profonde che possiedono lati che nascondono, anche se non è mai scontato perché non di rado molti sono in grado di stupire sfoderando carte Jolly, lati che non si sarebbe mai detto avessero e che riescono a spiazzare.
Questa mia impressione è stata poi confermata : Emilio ci ha detto di avere alle spalle ben 50 anni di montagna, nei quali ha scalato tutte le vette più alte in Europa, il Kilimangiaro in Africa e, stando alle sue parole a causa di impedimenti improvvisi di una squadra di cui faceva parte, sarebbe partito anche alla volta del K2.
Mi ha davvero lasciato a bocca aperta, specialmente quando si è messo a darci molti consigli utili che si imparano solo quando si ha alle spalle un’esperienza notevole come la sua, consigli nei quali mi sono ritrovato molto, a dire il vero sono stato anche molto felice quando ho notato che nei miei viaggi ho imparato anch’io molte di queste cose; insomma, sono i segnali che indicano che stai seguendo la giusta rotta.
Emilio ha 80 anni, ma sono 80 anni pieni, completamente vissuti, dai suoi occhi trasparivano felicità e commozione quando ci raccontava tutte le sue imprese, concludendo con un finale bellissimo che credo mi rimarrà sempre in testa per come mi ha colpito :
“Io sono completamente soddisfatto della mia vita, sono arrivato alla vecchiaia con la certezza che tutto quello che dovevo fare l’ho fatto, ho sempre perseguito i miei sogni e non mi sono mai fermato, posso dirmi veramente libero.”
A sentire quelle parole, i miei occhi si sono illuminati di una luce piena di vita, e forza di volontà, perché quello che quest’uomo ha detto per me è tutto : è lo stesso mio ideale, lo stesso modo in cui io voglio che vada la mia vita, lo stesso modo in cui vorrò terminarla una volta che avrò realizzato il mio sogno.
Mi sono alzato quindi dal tavolo, ho stretto la mano ad Emilio esprimendogli tutti i miei più grandi complimenti e tutta la mia stima, credo era il minimo.
Poi mi sono messo a raccontargli del viaggio a piedi, di quello a vela e del sogno che sto inseguendo, la cosa che più mi ha fatto piacere è che ascoltava compiaciuto e contento, e alla fine ho ritenuto opportuno fargli una domanda : qual è il segreto, quindi, per arrivare a raggiungere la propria meta finale, ritenersi pienamente soddisfatti di se stessi e continuare a seguire sempre le proprie passioni?
La sua risposta :

“Non fermarti mai. Mai, se ti fermi sei fregato! Vivi la tua intera vita come un cammino, la devi sentire come un viaggio continuo, devi allenarti non solo fisicamente ma soprattutto mentalmente, perché al momento opportuno si devono prendere decisioni che influenzano tutto il futuro, quindi devi essere bravo a capire qual è la giusta direzione da prendere. Mantieni sempre i propositi che ti hanno spinto a muoverti e coltivali come una pianta che cresce, cosi arriverai alla tua meta finale.”

Mi ricorderò di questo prezioso insegnamento non solo per il mio prossimo viaggio a Santiago di Compostela, ma per tutto : per ogni mio passo sulla terra, per ogni mio nodo sul mare. Voglio davvero diventare anch’io come tutte queste persone meravigliose.

Stefano Sicurani (25 Aprile 2012)

Pubblicato da: piratidellafenice | 20 aprile 2012

L’ultima fase dell’allenamento: con lo sguardo sempre verso Ovest

Sembrava non giungere mai ed invece, come una ragazza dalle maniere dolci che lievemente bussa alla porta, è arrivata anche quest’anno : la primavera.
E l’ha fatto portando con lei tutta la volubilità che la caratterizza (anche con questo può essere fatto un paragone con molte donne, ma andiamo avanti), alternando settimane di un caldo che preannuncia l’estate ormai prossima ed altre settimane di abbassamenti climatici con piogge copiose, è giusto cosi, una cosa cosi bella come la natura deve nutrirsi d’acqua per rifiorire.
Vogliamo parlare, poi, del divertimento unico che si ha nel camminare sotto la pioggia? Ho già scritto in proposito su questo, durante una tappa in compagnia di Moses lungo la Via di San Francesco da Fontecolombo a Poggio Bustone, quando in quell’occasione ci eravamo trovati a passare attraverso una boscaglia dalla vegetazione molto fitta ed inebriata del profumo dell’acqua piovana, con la vita che pulsava in modo speciale; anche stavolta non mi sto facendo mancare lunghe marce approfittando delle docce naturali.
Ed è proprio di questo che voglio parlare, delle tappe che sto percorrendo ora, perché per me è avvenuto un importante passaggio quasi in parallelo con il cambio di stagione, ovvero dalla seconda fase del mio allenamento, in vista del viaggio ormai imminente sul Cammino di Santiago, alla terza ed ultima.
La parte più impegnativa è stata sicuramente nel periodo invernale ormai trascorso, ma alla fine ce l’ho fatta, sono riuscito a terminarla con successo e sento con tutta la mia sicurezza di essere migliorato, il freddo ha sortito i suoi effetti e mi sento maggiormente forgiato nel corpo, nello spirito e nella mente rispetto a prima, mi stupisco perché non pensavo nemmeno che mi sarei fortificato in questa maniera, sono riuscito ad ottenere davvero i risultati a cui miravo e di cui ho parlato nel precedente capitolo.
Forte di questa certezza, con gli alberi e le piante sono fiorite nuovamente anche tutta la mia vitalità e tutta la mia energia che adesso scorre dentro di me in lungo ed in largo, come tanti raggi solari che fuoriescono da ogni poro della mia pelle; è questo il fuoco che sento dentro di me che mi ha sempre caratterizzato, fonte infinita di forza e coraggio che arde nel mio cuore.
Gli allenamenti di questo periodo sono cominciati con questo spirito addosso, a partire da questo fine settimana che sta arrivando metterò in atto tutto ciò che durante questi mesi mi è stato insegnato dai viaggiatori più esperti quali Carla, Pino, Massimo, Giorgio, Giampiero, Nello, Sara, Gabriella, Cristina, Lalla, Alberto, Pierluigi, Giovanni e Salvatore : percorrere tappe che si estendono in lunghezza, abituandomi il più possibile a portare il peso addosso caricandomi sulle spalle uno zaino pesante.
Ma non più del dovuto, altrimenti poi finisce per diventare una tortura anziché un allenamento; questo metodo consiste nel prendere lo stesso zaino che uso quando vado in viaggio in diversi luoghi e caricarlo con vestiti ed oggetti che non uso mai, una specie di fac-simile del mio bagaglio che sempre mi accompagna.
Quando si viaggia, indipendentemente da quanta sia l’esperienza in marce di più giorni, dopo un po’ di giorni inevitabilmente si inizia ad avvertire il peso dello zaino sulle proprie spalle, ciò è dovuto sia allo sfregamento delle cinghie a continuo contatto con la pelle, sia alla moltitudine di km che si percorrono : ma indossando questo peso ogni volta che si cammina, anche per uscite di un solo giorno, il corpo si abitua sempre di più e, quando si tratterà di compiere una rotta che dura molto tempo, sarà sicuramente più adattato al carico che risulterà alleggerito.
Insomma, se la trascorsa fase di allenamento prevedeva di più un rafforzamento mentale, adesso è il turno di un rafforzamento fisico, perché ne ho bisogno, non soltanto per questo Cammino di Santiago, ma per tutti gli altri viaggi che mi attenderanno.
Migliorerò me stesso nella sua totalità con molto piacere, sono sempre felice quando è cosi, mi sento spronato da una forza che mi spinge a fare sempre di più, quella stessa forza che mi infonde continuamente la fiducia nell’andare avanti attraverso una strada meravigliosa, nella quale più avanzo e più i miei sogni che prima avevano comunque una caratteristica di velato ed ancora indefinito, stanno pian piano prendendo forma, volto e nome; è questo il piacere della scoperta, quindi? Non lo so, ma posso dire sicuramente che è bellissimo, ti senti pervaso da un amore per la vita e da un’energia esplosiva!
Allora avanti, dopo tanti ostacoli superati in questo anno di allenamento cominciato ad Agosto dello scorso anno e che ormai sta per volgere al termine, sempre con lo sguardo verso Ovest, come mi ha insegnato il mio amico Massimo, nel punto dove brillano la Via Lattea e la mia buona stella insieme.
Spalanca le ali e ardi, araba fenice, appuntamento tra neanche tre mesi per la partenza per il Nuovo Mondo!

Stefano Sicurani
(Giovedi 19 Aprile 2012)

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